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Anton Webern

(Vienna, 3 dicembre 1883 – Salisburgo, 15 settembre 1945)

Webern, figlio di un ingegnere minerario, iniziò gli studi scolastici nella città natale e li proseguì a Graz e Klagenfurt, dove a 10 anni (1893) intraprese gli studi musicali (pianoforte e violoncello) sotto la guida E. Komauer, un insegnante locale. Dal 1902 al 1906 studiò musicologia con Guido Adler all'università di Vienna, laureandosi con una tesi sul Choralis Constantinus di Heinrich Isaac. Questo suo primo amore verso la musica del XVI secolo avrebbe molto influenzato la sua tecnica compositiva negli anni seguenti.

In seguito studiò composizione privatamente con Arnold Schönberg, di cui fu uno dei primi allievi e seguaci; la Passacaglia op.1 di Webern fu il suo saggio conclusione di questo percorso di studi musicali, che terminò nel 1908. L'amicizia con Alban Berg, anch'egli allievo di Schönberg, fu stimolante fonte di creatività e radice di un sodalizio lungo e profondo.

Dopo la laurea, Webern svolse il ruolo di direttore d'orchestra ad Ischl, Teplitz, Danzica, Stettino e Praga prima di tornare a Vienna, dove collaborò alla Società per le Esecuzioni Musicali Private di Schoenberg, e dal 1922 al 1934 diresse l'Orchestra Sinfonica dei Lavoratori di Vienna.

Nel 1915 fu richiamato alle armi, ma venne congedato poco dopo per insufficienza di vista. Stabilitosi in solitudine a Modling e poi a Maria-Enzersdorf (Vienna), dopo la morte del padre (1919) si trovò in serie difficoltà economiche; insegnò composizione ad allievi privati e diresse qualche concerto, collaborando attivamente con Schönberg e Berg all'Associazione per esecuzioni musicali private.

Negli anni successivi Webern lavorò (svogliatamente, in verità) come Maestro di Cappella a Bad Ischl, Teplitz, Danzica, Stettino e Praga, prima di ritornare, nel 1920, ancora una volta a Vienna.

Dopo la guerra fu direttore dei Wiener Schubertbundes (fino al 1922), dei Wiener Arbeiter-Sinfoniekonzerte ed anche Direttore del Coro dei Wiener Arbeiter-Singvereins.
Nel 1927 divenne direttore stabile della radio di Vienna. Nel 1924 e nel 1932 Anton Webern vinse il "Premio musicale della città di Vienna". Dal 1925 aveva ormai adottato definitivamente la dodecafonia (genericamente tecnica di composizione con dodici suoni) come tecnica compositiva.
Diede concerti in Svizzera, Inghilterra, Spagna e Germania. Nonostante le sue eccellenti qualità di compositore ed esecutore, non fu ma chiamato dall'Università di Vienna.

La musica di Webern fu definita "bolscevismo culturale" e "arte degenerata" (Entartete Kunst) dal Partito Nazista (che in Austria aveva preso il potere nel 1938 e condotto all'Anschluss). Da allora in avanti Webern avrebbe avuto serie difficoltà: per guadagnarsi da vivere, cominciò a lavorare come correttore di bozze per i suoi editori, l' Universal Edition.
Nel 1945 Webern si decise a lasciare Vienna e si recò a Mittersill nel Salisburghese, per mettersi in salvo dall'Armata Rossa. Il 15 settembre tuttavia, durante l'occupazione Alleata dell'Austria, venne ucciso da un soldato americano ubriaco in seguito all'arresto del suo figliastro per attività di mercato nero.

Webern non fu un compositore prolifico; solo 31 delle sue opere furono pubblicate durante la sua vita, e quando Pierre Boulez creò un progetto per registrare tutte le sue composizioni, incluse quelle non numerate, il risultato occupò solo sei CD. Tuttavia, la sua influenza nei compositori che seguirono, e in particolare nelle avanguardie postbelliche, fu immensa. I suoi lavori della maturità, con la dodecafonia di Arnold Schönberg, hanno una chiarezza e perfezione nelle emozioni che ha molto influenzato compositori come Pierre Boulez e Karlheinz Stockhausen.

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creato:lunedì 17 novembre 2008
modificato:lunedì 12 gennaio 2009