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Umberto Giordano

(Foggia, 28 agosto 1867 - Milano, 12 novembre 1948)

L'attività musicale di Giordano ricalca i consueti passi di quei compositori della Giovane Scuola Italiana, cui il musicista foggiano è destinato a rimanere legato, sebbene in una posizione di secondo piano: studiò con il compagno Cilea al conservatorio di Napoli con validi maestri quali Serrao e Martucci, la partecipazione al concorso Sonzogno (arrivò sesto con l`opera Marina 1888, alla stessa edizione vinta da Mascagni con Cavalleria Rusticana), l'adesione al Verismo, il raggiungimento del grande successo mai più ripetuto nelle medesime proporzioni, il proseguimento della carriera su una strada che, se poteva agli esordi trovare ragion d'essere nel seno della tradizione nazionale ottocentesca, non poteva poi che perdere di attualità e di interesse, quando sulla scena italiana cominciavano a circolare i più avanzati lavori di compositori stranieri come Strauss o Debussy o degli stessi italiani della cosiddetta "Generazione dell'ottanta".
Ciò non toglie nulla al valore di opera come Andrea Chénier o Fedora (1898), che si valgono di una ispirata invenzione melodica, di una discreta veste strumentale e di una grande compostezza strumentale, e di una generale compostezza di scrittura.

Giordano è autore di 12 opere, di un balletto, di alcuni brani di musica sinfonica e cameristica, eseguita assai raramente. Fu tra i primi compositori italiani a licenziare alcune partiture, interamente scritte secondo il comodo sistema di notazione ad altezze reali per tutti gli strumenti, ed in tale veste fece pubblicare le Sinfonie di Beethoven.
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creato:martedì 25 marzo 2008
modificato:giovedì 15 gennaio 2009