Cerca nel sito

Esplora>Compositori

Brani di Luciano Berio

    • Luciano Berio
    • Françoise Kubler - soprano / Sandrine François - flauto / Armand Angster - clarinetto / Michèle Renoul - pianoforte / Marie-Pierre Vendôme - violino / Cristophe Beau - violoncello
    • Traiettorie

Visualizza altro

Altri brani di questo genere

Visualizza altro

Luciano Berio

(Imperia, 24 ottobre 1925 - 27 maggio 2003)

Compositore italiano d'avanguardia e pioniere nel campo della musica elettronica, Luciano Berio impara a suonare il pianoforte dal padre e dal nonno, entrambi organisti. Durante la Seconda Guerra Mondiale è chiamato alle armi, ma il primo giorno si ferisce ad una mano mentre impara ad armare una pistola. È così costretto a trascorrere molto tempo all'ospedale militare, prima di fuggire dalle truppe naziste.
Dopo la guerra, Berio studia al conservatorio di Milano con Paribeni e Ghedini. Essendogli preclusa la carriera concertistica come pianista a causa della ferita alla mano, Berio sceglie di concentrarsi sulla composizione. La prima esecuzione pubblica di un suo pezzo, una suite per pianoforte, avvenne nel 1947.
In questo periodo Berio lavorò come accompagnatore al pianoforte in alcune classi di canto; fu in questo modo che fece la conoscenza del mezzosoprano americano Cathy Berberian, che sposò dopo essersi diplomato e dalla quale divorzierà nel 1964. Molte composizioni di questi anni sfruttano le caratteristiche peculiari della versatile, quanto inimitabile voce di questa cantante.
 
Nel 1951, Berio arriva negli Stati Uniti per studiare con Luigi Dallapiccola a Tanglewood; nonostante in seguito Berio ebbe ad esprimere delle riserve sulle capacità didattiche di Dallapiccola, il maestro ebbe modo di trasmettergli un vivo interesse per le problematiche legate alla scrittura dodecafonica. Successivamente frequenta i corsi estivi di Darmstadt, incontrando Pierre Boulez, Karlheinz Stockh- ausen, György Ligeti e Mauricio Kagel.
Ebbe anche un vivo interesse per la musica elettronica e insieme a Bruno Maderna, nel 1955, fonda a Milano lo Studio di Fonologia Musicale della RAI, dedito alla produzione di musica elettronica. Qui invita parecchi famosi compositori, tra cui Henri Pousseur e John Cage. Fonda inoltre il periodico "Incontri Musicali".
 
Nel 1960, Berio ritorna a Tanglewood come Compositore in Residenza, e nel 1962, su invito di Darius Milhaud, assume una cattedra presso il Mills College, a Oakland (California). Nel 1965 incomincia ad insegnare presso la Juilliard School di New York, dove fonda il Juilliard Ensemble, un gruppo dedito a esecuzioni di musica contemporanea. Lo stesso anno si sposa con la filosofa della scienza Susan Oyama, dalla quale divorzierà nel 1971.
In tutto questo periodo Berio si è alacremente creato una solida reputazione, vincendo il "Prix Italia" nel 1966 per Laborintus II (testo di E. Sanguineti, con il quale già aveva collaborato, nel 1963, con l'opera "Passaggio"). Nel 1968 fu premiata la sua Sinfonia.
 
Nel 1972, Berio torna in Italia. Tra il 1974 ed il 1980, su richiesta di Pierre Boulez, è direttore della divisione elettro-acustica dell'IRCAM di Parigi. Nel 1977 si sposa, per la terza volta, con la musicologa Talia Pecker. Nel 1987 fonda a Firenze "Tempo Reale", centro di produzione elettroacustica, ricerca e didattica musicale, con lo scopo di investigare nell'ambito delle applicazioni delle nuove tecnologie al campo musicale.
Nel 1994 è Distinguished Composer in Residence presso la Harvard University, dove rimane fino al 2000.
È stato attivo anche in qualità di direttore d'orchestra, ed ha continuato a lavorare, sia come direttore che come compositore, fino agli ultimi giorni della sua vita.
Nel 2000 è diventato Presidente e Sovrintendente dell'Accademia nazionale di Santa Cecilia a Roma, e proprio sotto la sua sovrintendenza è stato inaugurato, nel 2002, il nuovo Auditorium Parco della Musica.
Luciano Berio muore nel 2003 in un ospedale a Roma, poco dopo aver ultimato la stesura del brano Stanze per baritono, coro e orchestra.
 
Berio si accostò, sin dagli anni '50, alle sperimentazioni dell'avanguardia con atteggiamento avventuroso, ma guidato da concretezza empirica, subordinando gli orizzonti strutturali alle qualità plastiche della materia empirica, come in Nones per orchestra su una serie di 13 suoni (1954), nei lavori elettronici imperniati sul rapporto suono/parola (Thema. Omaggio a Joyce - 1958, Visage - 1961), nelle ricerche sulle combinazioni ritmico-agogiche complesse di Tempi concertati per 4 solisti e 4 orchestre (1959) o di Sincronie per quartetto (1964), e soprattutto nelle esplorazioni della vocalità femminile che lo hanno condotto a forme di drammaturgia musicale (Allez-hop! - 1959, Passaggio - 1962, il già citato Laborintus II). la musica vocale di Berio assume una crescente importanza negli anni '70 e '80, ma è il teatro musicale (inteso come metafora del teatro della vita) lo sbocco naturale delle sue intuizioni: Opera (1970), La Vera Storia (1978, su testo di I. Calvino), Un Re in Ascolto (1983, da Shakespeare).
L'attenzione alla materia sonora, indagata anche nella suggestione di significati che ne affiorano, è alla base della serie di Sequenze, ciascuna per un diverso solista, che compose a partire dal 1958.
Una componente importante dell'immaginazione musicale di Berio è l'apertura ai materiali musicali più diversi, dai Beatles ai canti popolari, dai materiali classici ai gridi dei venditori ambulanti, nel segno della commistione dei linguaggi e della simultaneità del non contemporaneo tipica della cultura moderna, ed espressa in Sinfonia.
Magazzini Sonori
Proprietà dell'oggetto
Proprietà dell'articolo
creato:venerdì 18 aprile 2008
modificato:mercoledì 14 gennaio 2009