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CompositoreStefano Savini
EsecutoreNOPOP
Data esecuzione13/07/2004
Luogo esecuzioneCesena (FC)
EtichettaSiltaRecords
ProduttoreS.S/S.R
Data di pubblicazione2005
GenereJazz
ProvenienzaStefano Savini
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E' stato un grande piacere, per me, ascoltare questo disco, che dimostra chiaramente una volta di più come, ormai, le nuove generazioni di musicisti italiani, oltre ad essere di una preparazione tecnico-musicale di indiscutibile livello, abbiano preso definitivamente orgogliosa coscienza della loro alterità e identità.

In un mondo che va sempre più verso un "globalizzato" appiattimento, vedere che un manipolo di giovinotti romagnoli si coaguli con tanta naturalezza intorno ad un progetto come questo fa veramente bene al cuore.

Ci sono due parole che, per me, meglio di tutte definiscono il jazz: ladro e bastardo (che trovo decisamente più appropriate rispetto a "contaminato" e "mutliculturale", come si tende leziosamente a ripetere di questi tempi)

Questo perché il jazzista, fin dalle gloriose origini di questa musica, ha sempre considerato il mondo sonoro con cui veniva a contatto come terra di saccheggio dove appropriarsi -senza chiedere permesso- di tutti quegli elementi che reputava funzionali alla definizione di una sua personale poetica.

Oggi il rischio che si corre è di smettere di rubare ,considerando l'opera dei grandi maestri che ci hanno preceduto come definitivamente cristallizzata, cercando quindi di riprodurla in modo più fedele possibile, derubricando così il "reato" creativo a semplice ricettazione, sicuramente meno rischiosa ma anche molto meno redditizia (e soprattutto infinitamente meno romantica e poetica) del furto con scasso!

La spensierata felicità con cui i nostri  mettono sul tavolo il loro "bottino" è a dir poco emozionante. C'è di tutto: il jazz, la musica classica, tradizioni popolari di mezzo mondo, tutto mirabilmente fuso attraverso un ammirevole quanto "malandrino" lavoro di scrittura e arrangiamento, raffinato, smaliziato e spericolato.

Colpisce  il rigore e la sapienza con cui viene trattato il materiale, ma è soprattutto l' angolazione  attraverso la quale viene messo in luce, a garantire al risultato finale una grande riconoscibilità e omogeneità, a dispetto dell'eterogenea provenienza degli elementi che lo compongono.

E' un lavoro dove si coniugano spirito di avventura e maturità. Se è questo che esprimono qui da noi le nostre "nuove leve", possiamo veramente sperare in un futuro migliore!

Gabriele Mirabassi

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creato:mercoledì 28 luglio 2010
modificato:mercoledì 28 luglio 2010