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Luigi Nono

(Venezia, 29 gennaio 1924 – Venezia, 8 maggio 1990)

Compositore italiano di musica contemporanea.
Il piccolo Luigi cresce respirando un atmosfera artistica, il nonno Luigi era pittore, lo zio Urbano scultore. Di fatti, Nono mostra fin da subito interesse per le arti e la cultura.

Si avvicina precocemente anche  alla musica, avendo a disposizione una discreta collezione di dischi. Invero, i primi maestri furono i genitori, che suonavano amatorialmente il repertorio classico.

Luigi Nono fu allievo di Gian Francesco Malipiero, Bruno Maderna e Hermann Scherchen, al conservatorio di Venezia. Questo studio è rivolto soprattutto alla polifonia vocale e alla tradizione madrigalistica, anche se non privo di riferimenti alla musica della Scuola di Vienna, di Igor Stravinskij e Béla Bartók. Fondamentali per la formazione di Nono sono l'occupazione nazista e la Resistenza.    

Nono conosce molte figure illustri del suo tempo, stringe amicizia, ricevendo stima e apprezzamenti da Luigi Dallapiccola,  che conosce nel 1947.
Dal 1950 al 1960 frequenta i Ferienkurse für neue Musik a Darmstadt, dove incontra compositori come Edgar Varèse e Karlheinz Stockhausen.
Tra i lavori di questo periodo ricordiamo Polifonica-Monodica-Ritmica (1951), Epitaffio per Federico García Lorca (1951-1953), La victoire de Guernica (1954) e Liebeslied (1954).

Dagli anni ’50 in poi va maturando nuove consapevolezze musicali, superando l'approccio del serialismo, al quale si era inizialmente inspirato, a favore dell'integrità del fenomeno musicale. Compone in quel periodo le opere: Incontri (1955), Il canto sospeso (1956), e Cori di Didone (1958) tratti da La terra promessa di Giuseppe Ungaretti.
Il connubio tra poesia, filosofia, arte, politica e musica sarà una costante che accompagnerà tutti i lavori di Luigi Nono, rendendolo artista eclettico e poliedrico.

A partire dal 1956 si interessa sempre più alla musica elettronica.
La prima composizione del Nono, per nastro magnetico, fu Omaggio a Vedova (1960); tra i lavori successivi, Como una ola de fuerza y luz per soprano, pianoforte, orchestra e nastro magnetico (1972), ...sofferte onde serene... per pianoforte e nastro magnetico (1976), e Al gran sole carico d'amore (1975).

Oltre che nella musica, Nono fu attivamente impegnato in politica. Nel 1942, diciottenne, si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza presso l'Università di Padova, dove nel 1946 conseguì la laurea.

Cercò di coniugare musica e politica portando da un lato la musica nelle fabbriche e dall'altro utilizzando spesso testi politici nei suoi lavori: Il canto sospeso (1956), che gli diede fama internazionale, era basato sulle lettere di vittime della repressione durante la seconda guerra mondiale; La fabbrica illuminata (1964), per soprano, coro e nastro magnetico, brano di denuncia sociale delle condizioni pessime degli operai nelle fabbriche. Queste opere ritraggono l'ideale di una musica d'avanguardia che, coniuga l'esigenza di un progresso dei mezzi artistici con la sconfessione delle strutture del potere politico.

La produzione di Nono è animata dalla convinzione che ogni attività artistica ha un necessario correlato etico-politico; un intervento nella realtà che contribuisca alla sua trasformazione.
Il compositore allora è protagonista di cambiamento e deve assicurarsi attivamente  lo stadio più avanzato dei mezzi musicali della propria epoca. Per questo la sperimentazione con l'ausilio della tecnologia è spinta al massimo in quelle opere in cui Nono tratta esplicitamente temi politici.

Nel 1965 Nono realizza un nastro magnetico per lo spettacolo teatrale Die Ermittlung di Peter Weiss; nel 1966 lavora su materiali del Living Theatre; nel 1967 nel suo viaggio in America latina incontra personalità di spicco dell'opposizione politica e culturale;  mentre nel 1968, nel pieno del fermento politico, è a Parigi, convogliando spunti della protesta studentesca in Musica-manifesto n. 1.
 
Il quartetto per archi Fragmente - Stille, an Diotima segna l'inizio di una fase della produzione di Nono in cui si profilano nuove tematiche contrapposte e frammiste alle precedenti, egli mira ad una  forma discontinua fatta di frammenti collegati in modo complesso tra di loro (che Nono aveva abbozzato per la prima volta nella composizione Diario polacco '58). Nono affida gran parte della sua spinta compositiva alla funzione delle tecnologie nella creazione musicale.

Determinanti di quel periodo sono: l'incontro con il filosofo Massimo Cacciari e il lavoro all'Experimentalstudio der Heinrich-Strobel-Stiftung a Freiburg, nonché gli studi sulla mistica ebraica e sul mondo dei miti – che diventano un'inesauribile fonte di ispirazione.


Nello studio di Freiburg, Nono lavora a stretto contatto con un team che padroneggia le più avanzate tecniche per la trasformazione del suono in tempo reale e per la sua diffusione nello spazio.

Con Nono il concetto di composizione musicale si allarga. Nono compone il suono nella sua evoluzione interna e nelle sue traiettorie spaziali. Il più importante progetto sorto dalla collaborazione con Cacciari e dalle sperimentazioni di Freiburg è Prometeo (1984), un'opera di grandi dimensioni che avrebbe dovuto costituire un nuovo passo nell'evoluzione di quella particolare forma di teatro musicale che, a partire da Intolleranza 1960, Nono definiva «azione scenica».
Nono definisce Prometeo  (1984) come «tragedia dell'ascolto»,  "termine che da un lato allude alla tragedia greca con i suoi stasimi e cori, dall'altro segnala che il dramma si svolge all'interno del suono stesso" come riferisce Gianmario Borio.

Nel periodo di Prometeo Nono scrive diverse composizioni per voci e pochi strumenti con l'impiego dei live electronics: Quando stanno morendo. Diario polacco n. 2, Guai ai gelidi mostri e Risonanze erranti. In questo decennio vedono la luce anche due importanti opere per grande orchestra - A Carlo Scarpa architetto, ai suoi infiniti possibili e No hay caminos, hay que caminar... Andreij Tarkowskij - in cui le concezioni del suono vengono ripensate su un organico puramente acustico.

Di Luigi Nono esiste anche un archivio omonimo (Fondazione Archivio Luigi Nono Onlus)  fondato nel 1993, su iniziativa di Nuria Schoenberg Nono, allo scopo primario di raccogliere, conservare e promuovere il lascito del compositore.
L'Archivio rappresenta tutto lo spessore di questo grande artista del 900 e raccoglie miriadi di opere proponendo una sintesi e commistione culturale. Esso comprende manoscritti musicali, studi sonori delle opere elettroniche, registrazioni delle composizioni e interviste; carteggi, la biblioteca (di oltre 10.000 volumi); la musica, ma anche le arti plastiche, la letteratura, la politica, la storia, la filosofia e le scienze; un'ampia documentazione fotografica e audiovisiva della vita e dell'opera del compositore (oltre 6000 scatti); la discoteca di oltre 1200 vinili.

In ultima analisi l'opera di Nono entra a pieno diritto nel quadro internazionale della nuova musica, dando un decisivo contributo a quella tendenza del comporre che è passata alla storia con il nome di serialità integrale.

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creato:giovedì 25 settembre 2008
modificato:lunedì 12 gennaio 2009