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Boris Vian

(Ville-d'Avray-Parigi, 10 marzo 1920 - Parigi, 23 giugno 1959)

Scrittore, traduttore, ingegnere, musicista e cantautore francese, Boris Vian è stato anche membro anche del Collège de Pataphysique e dirigente del reparto discografico jazzistico presso Philips.

Cominciò a diventare famoso quando si presentò all'Altare della Patria e, col fuoco eterno, si cosse due uova al tegamino.
In quell'occasione fu arrestato, ma diede inizio alla lunga serie di azioni con le quali ha fatto il verso alle formalità e alle ipocrisie del suo tempo.

Nell'estate del 1946 il titolare della casa editrice Le Scorpion era a caccia di un romanzo americano, visto il successo che gli autori d'oltreoceano avevano in quel momento. Boris Vian si propose come autore e in quindici giorni, meglio di un americano, scrisse un libro scabroso, dalle tinte davvero forti. "Sputerò sulle vostre tombe", questo il titolo del libro, edito con lo pseudonimo di Vernon Sullivan, nel giro di pochi giorni divenne un best seller, fu censurato e suscitò uno scandalo senza precedenti.

Anche la storia della morte di Boris Vian sembra una performance surrealista: all'avant première del film tratto dal suo romanzo Sputerò sulle vostre tombe uscì furioso per l'adattamento della sceneggiatura e per la recitazione degli attori, e un infarto lo portò via per sempre, a soli 39 anni.

Boris Vian ha scritto dieci romanzi, tra cui quattro thriller del genere hardboiled piuttosto famosi, che pubblicò con lo pseudonimo Vernon Sullivan nel tentativo di aggirare la censura.
Con il suo vero nome pubblicò opere come "L'Arrache Coeur", "L'Herbe Rouge", "L'automne a Pekin" e "L'Ecume des Jours" (indicato dalla critica come il suo capolavoro).
Il linguaggio di questi romanzi è assai originale, ricco di neologismi, onomatopee, fusioni e associazioni inaspettate tra parole.

Oltre che scrittore, Vian è stato il traduttore francese di Raymond Chandler; profondamente avvinto dalla cultura pop americana, ha svolto un ruolo di primo piano nel suo recepimento in Francia.

Appassionato di jazz, Boris Vian ha scritto canzoni e suonato la tromba (in particolare la sua "trompinette" tascabile) nel celebre Tabou Club di Parigi. La sua canzone più famosa è senza dubbio Le Déserteur: dal testo spiccatamente pacifista, Vian la scrisse durante la guerra d'Algeria. Le sue canzoni sono state riprese da moltissimi artisti, e altri hanno affermato di avere avuto in Vian una fonte di ispirazione.
Vian scrisse, inoltre, su diverse riviste francesi di jazz (Le Jazz Hot, Paris Jazz) e pubblicò numerosi articoli sull'argomento anche in America (nonostante non vi si sia mai recato personalmente).

All'America e al jazz Boris Vian era profondamente legato e anche le sue opere letterarie sono impregnate di questo amore. Nella prefazione a "L'Ecume des Jours" l'autore ha scritto: «Sono solo due le cose che contano: l'amore, in tutte le sue forme, con belle ragazze, e la musica di New Orleans e di Duke Ellington. Tutto il resto è da buttar via, perché è brutto…».

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creato:martedì 30 marzo 2010
modificato:martedì 14 febbraio 2017