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Giacomo Puccini

(Lucca, 22 Dicembre 1858 - 29 Novembre 1924)

Figlio di musicisti, Giacomo Puccini ricevette un'ottima educazione musicale e, dopo aver ottenuto il diploma nella città natale (1880), si perfezionò al conservatorio di Milano sotto la guida di A. Bazzini, proseguendo poi con A. Ponchielli.
Nel 1883 partecipò al concorso per opere in un atto indetto dall'editore Sonzogno con Le Villi, su libretto di Ferdinando Fontana. L'opera non vinse il concorso ma nel 1884 fu rappresentata al Teatro dal Verme di Milano sotto il patrocinio dell'editore Giulio Ricordi, concorrente di Sonzogno.
Rincuorato dal vivo successo delle Villi, Ricordi commissionò una nuova opera al duo Puccini-Fontana, destinata questa volta al Teatro alla Scala; tuttavia Edgar (1889), che costò al compositore circa quattro anni di lavoro, non raccolse che un successo di stima, e nei decenni successivi subì radicali rimaneggiamenti senza tuttavia mai entrare in repertorio.

Nel frattempo, nel 1884 Puccini aveva messo su famiglia, iniziando una convivenza con Elvira Bonturi, destinata a durare tutta la vita, tra varie vicissitudini.
Nel 1891 Puccini (mentre ancora lavorava alla Manon Lescaut che si rivelò poi uno straordinario successo) si trasferì a Torre del Lago (ora Torre del Lago Puccini, frazione di Viareggio) e se ne innamorò a tal punto da scegliere questo posto come ultima dimora della sua vita.

Giacomo Puccini divenne famoso per le sue opere in tutto il mondo e cominciò a viaggiare moltissimo per assistere alle prove e per essere presente alle rappresentazioni in Europa e in America: La Fanciulla del West (New York, Metropolitan Opera, Dicembre 1910), La Rondine (Montecarlo, Marzo 1917), Il Trittico (New York, Metropolitan Opera, Dicembre 1918).
Puccini fu un grande amico del direttore Arturo Toscanini, con cui collaborò assiduamente per molte produzioni delle sue opere, sia in Italia che negli Stati Uniti.
In Puccini confluiscono i risultati dell'arte lirica della tradizione italiana, i fermenti naturalistici e veristici della Giovane Scuola Italiana e, soprattutto nella seconda fase della sua carriera iniziata con La fanciulla del West (1910), le importanti innovazioni linguistiche che andavano caratterizzando il primo Novecento europeo. Eppure nessuno di tali elementi definisce compiutamente la produzione puccinina, per lo più contraddistinta da una personale sensibilità.
 
Un grande mestiere teatrale gli permise di coniugare in scene di notevole effetto un ricercato melodismo, risultante da una precisa elaborazione di somme di piccoli incisi tematici, con una orchestrazione indubbiamente raffinata e con una veste armonica che denota la volontà di aggiornamento (solo gli epigoni, del resto, potevano restare indifferenti alla produzione di uno Strauss o di un Debussy) e la capacità ricettiva.
 
Campione delle sfumature espressive, dei caratteri lirico-sentimentali, con i quali diede vita ad indimenticabili personaggi femminili, Puccini non faticò a conquistarsi i favori del pubblico.
Del resto anche l'accoglimento di un esotismo evasivo corrispondeva ad un preciso gusto del tempo, in cui il pubblico medio poteva facilmente riconoscersi.
 
Oggi le opere di Puccini sono tra le più rappresentate sulle scene teatrali di tutto il mondo, nonostante ad esse non sia riservata un'unanime considerazione critica.
Fra le opere più rappresentative ci sono la già citata Manon Lescaut, La Bohème, Tosca, Madame Butterfly, il Trittico, Turandot.
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creato:lunedì 4 febbraio 2008
modificato:martedì 3 marzo 2009