
Il Teatro Comunale di Bologna è nato il 14 maggio del 1763, ed è una delle prime realizzazioni in muratura, strategicamente collocate in zone nevralgiche del tessuto urbano, segno della volontà di rendere più duraturi i luoghi dello spettacolo, considerati icone di una identità collettiva.Il teatro è un Ente Autonomo e produce circa ottanta spettacoli l'anno ed è dotato oltre che dei normali servizi, di un archivio storico, di una biblioteca, di una moderna sala per i coristi e di una per le prove dell'orchestra.
Costruito per accogliere il melodramma, il Teatro Comunale porta con sé non solo la propria storia ma la storia tutta di quella città che lo ospita nel luogo in cui si era ammirato lo splendido palazzo dei Bentivoglio, ultimi signori di Bologna. Il Comunale è stato il maggiore teatro di una città che dal tardo Seicento fino all'età del trionfo di Casa Ricordi e dell'editoria industriale ha avuto il ruolo di capitale del sistema produttivo dell'opera italiana. Il teatro troneggiava, fin dagli esordi, sul tessuto di una città che era residenza d'una impressionante quantità di agenti, impresari, cantanti, ballerini, strumentisti, disegnatori e noleggiatori di scene e di costumi; oltre che sede della potente corporazione dell'Accademia filarmonica che diplomò Wolfgang Amadeus Mozart.
Il Teatro Comunale di Bologna è ancora al centro della vita della città. E non solo per il suo ruolo produttivo, che ne fa uno tra i più importanti teatri d'Italia. Lo è anche per la collocazione "strategica" che ne volle fare un tassello fondamentale nel cuore della struttura urbana, vista la concomitanza dell'Istituto delle Scienze voluto dal Marsigli nel 1711 e della gloriosa Accademia Clementina, della sede principale dell'Ateneo, della Pinacoteca e dell'Accademia di Belle Arti, e, nel vicino ex convento di San Giacomo, del Liceo musicale che avrebbe formato, tra i primi suoi allievi, Gioachino Rossini e Gaetano Donizetti.
Attorno al 1970 si sviluppa la tendenza decentramento, col Comunale in prima linea nel proporre una enorme quantità di produzioni fuori sede, nei quartieri, nei circoli dopolavoristici e sull'Appennino o nell'hinterland della 'bassa' bolognese. Uno strumento essenziale di questa dilatazione territoriale del Comunale è stato il complesso dei Filarmonici, fondato e diretto per molti anni da Angelo Ephrikian, costola cui si univa il Quintetto di fiati "Respighi", uscita dall'esperienza degli anni di Celibidache, e dalla quale sarebbe venuto il primo stimolo a una intensa attività per le scuole oggi nuovamente rilanciata e da tempo coordinata dall'"Aula didattica" aperta dal Comune di Bologna di concerto col Teatro Comunale.
Oggi si è completamente ridisegnato il rapporto tra i centri e le periferie, nonché quello delle interazioni istituzionali. Al Comunale ottiene grande fortuna, da anni, l'iniziativa dei "Concerti Break" e dei "Concerti Aperitivo": musica all'ora di pranzo nel foyer del teatro, in un qualsiasi giorno infrasettimanale, e musica all'ora dell'aperitivo fuori dal teatro, in matinée domenicale.
Una data di svolta è certo quella dell'ultimo restauro della sala del Bibiena, ufficialmente dichiarata inagibile il 23 giugno 1980 e riaperta con un'Aida diretta dall'allora direttore stabile Vladimir Delman il 5 dicembre 1981.
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